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Le relazioni tra fratelli e sorelle tra cambiamenti sociali ed interculturalità

 

Le relazioni tra fratelli e sorelle tra cambiamenti sociali ed interculturalità: dalla rivalità fraterna alle relazioni di solidarietà[i].



[i] Poster presentato al 1 Congresso delle sezioni “adulto” e “infantile” della EFPP tenuto il 14 – 16 ottobre 2011 a Krakow (Polonia) dal tema: Siblings. Rivalry and Envy – Coexistence and Concern.

di Maria Rosa Ceragioli[ii] e Laura Mori[iii]

 

Gli strumenti e le esperienze

Insieme ad una formazione psicoanalitica, gli strumenti e le esperienze che ci hanno sostenuto nel nostro lavoro e nella nostra riflessione sono:

  • L’Infant Observation secondo la metodologia di Esther Bick;
  • La  partecipazione al gruppo di studio sulla “Maternità interiore” condotto a Firenze dalla dott.ssa Gina  Ferrara Mori  www.maternitainteriore.it
  • La Consultazione partecipata di Dina Vallino

 

I contesti in cui abbiamo sviluppato le nostre riflessioni sono:

  • Le consultazioni  partecipate con i genitori all’interno  servizio 0-5
  • I corsi di preparazione nascita
  • Le stanze di lavoro degli psicoanalisti e psicoterapeuti
  • Le Memorie dell’Infant Observation

 

 

“Pochissimi ricordano l’intensità dei sentimenti della propria infanzia….”  (D.Winnicott)

M., un bambino di tre anni, dopo la nascita della sorellina, quando per la prima volta la vede in casa, ha una violenta reazione, getta  un oggetto sulla piccola e le dà uno schiaffo.

Dopo alcuni giorni si avvicina alla mamma dicendole “mamma, è bellina però la sorellina” dimostrando di essersi dato il tempo di osservare  la piccola che dal canto suo, con le sue rotondità di neonata  ed i suoi comportamenti : il suo  pianto e la sua   quiete,  aveva consentito a  M. di cogliere quello che Meltzer chiama  “l’impatto estetico” della realtà  che ci circonda.

Dopo alcuni mesi, quando la maestra di scuola materna, per sviluppare nei bambini il concetto di inclusione, chiede di disegnare “QUALCOSA DENTRO QUALCOS’ALTRO” M. produce il suo disegno: 

 

 “L’arrivo di un altro bambino, (al primo bambino) aveva portato in casa, all’improvviso, un bel carico di quel tipo di realtà che stava facendo diminuire la sua felicità, cioè la sua posizione di terzo rispetto ai genitori… A meno che non decida di accettare la realtà, il bambino non può che essere meno felice e deve cercare di affrontare la cosa con i mezzi che la natura gli dà…”  (D. Winnicott)

Tra i mezzi a disposizione del bambino per affrontare la realtà c’è l’ambiente cioè i genitori e la sua mente…

I genitori, la madre ed il padre..

Ma cosa ci dicono alcuni genitori? 

 Anna  di  34 anni, laureata in matematica ed  insegnante, chiede una consulenza presso il Servizio 0-5 del Consultorio, è  preoccupata per le reazioni di gelosia del figlio più grande Pietro di 2 anni e mezzo verso il nuovo nato, Marco di pochi mesi. La madre dice  di nutrire, dopo la nascita del secondo bambino, un senso di colpa verso il figlio più grande : “mi sembra di perdere l’affetto del mio primo figlio, sono morbosamente legata a lui, mi sembra di toglierli qualcosa di grande, col primo figlio non delego nessuno”. Anna primogenita, ha una sorella con la stessa differenza di età da lei di quella che c’è tra i suoi figli Pietro e Marco. Dice del bambino più piccolo “dovendolo allattare…”  ed usa il verbo dovere… mostrando  quanto il suo dilemma materno giunga a sottrarle molto della nuova esperienza di allattamento al seno con il nuovo nato.

Ed ancora “mi preoccupo che il grande si allontani da me” ed esprime così  il suo (di lei) possibile senso di esclusione rispetto alla nuova realtà,  aggiunge “penso troppo, penso addirittura:  se Marco, il piccolo saprà fare più cose del grande, Pietro, il maggiore  ci rimarrà male”. Sembra che per Anna,  così esperta in matematica sia difficile il processo di inclusione, tutta presa dalle sottrazioni non riesce a vedere le somme… la crescita.

A fine seduta, l’immagine di nonna Ines, siciliana che ha cresciuto 5 figli, fa intravedere ad Anna  la possibilità dell’accoglienza ed aggiunge “questa estate andrò a trovarla, mi racconta sempre tante cose e mi ascolta, starò bene con lei”

Vediamo come la nascita di un secondo bambino possa indurre nei genitori il timore di non essere più  loro stessi l’oggetto di gran parte dell’attenzione del primo figlio che necessariamente, rivolgerà molte delle proprie attenzioni al nuovo nato. Sembra presente in questi genitori una grande preoccupazione nell’assistere ad una intimità tra i loro figli che li pone un po’ di lato, da parte ed ormai definitivamente collocati in un mondo adulto al quale sembra poco interessante accedere…

Forse possiamo  aggiungere con  Gauchet,  come nella nostra società occidentale sia  in atto un processo “di ridefinizione delle età della vita”  che sembra portare a “un discredito della maturità”               

 

I figli del desiderio

“Non ci accontentiamo più di avere un bambino, ora lo facciamo” (M. Gauchet)

“I figli del desiderio, per la rivoluzione ormai trentennale relativa al controllo della procreazione, costituiscono l’oggetto di un investimento genitoriale di tenore ed intensità inediti…”

“Gli adulti vogliono vedere solo la sua (del figlio) gioia di vivere come se questa non si accompagnasse a mille inquietudini…, ad angosce profonde ..ad una difficoltà esistenziale ..il bambino è un essere umano in tutto e per tutto, questo significa che può essere tormentato.”

I genitori ed spesso anche molti operatori della salute siamo tentati come di rinchiudere il bambino “in una soddisfazione goduta nel presente e così essi mostrano una scarsa considerazione nei suoi confronti… rischiamo (tutti noi), celebrandolo, di ignorare il bambino..”

Ci troviamo spesso con genitori e famiglie che desiderano regolarsi perfettamente secondo le indicazioni della psicologia evolutiva, ma spesso questi genitori non riescono ad ascoltare se stessi per raggiungere una propria comprensione e modulare le proprie risposte verso i loro figli, sono spesso persone molto avide di ‘consigli’, e questo può essere un altro modo per non vedere e non ascoltare e potremmo anche aggiungere per “non pensare”.

Nell’incontro di gruppo con le donne gravide, quindi prima del parto, una donna alla seconda gravidanza  parla della sua preoccupazione per il figlio Marco di 5 anni in vista della nascita della  seconda bambina, dice: “Per Marco è uno stress la nascita della sorellina, il problema sarà a casa, ho pensato a degli spazi esclusivi per Marco, lui è il principino di casa. Voleva una sorellina… meno male che è una femmina”. Ma poi Marco, nel suo tentativo di misurare l’evento, le ha detto: “mamma, se io sono il principino la sorellina è una principessa” introducendo un processo di uguaglianza pur  nella differenza.

 

Il seggiolin del papa ovvero “sua maestà il bambino”

E’ come se questi genitori volessero, in un intreccio proiettivo confuso, continuare ad  offrire troppo a lungo, ai loro figli il gioco del “Seggiolin del papa”

Questi genitori procedono  però con una certa difficoltà e  sono  impediti nei movimenti proprio nell’intento di fornire alla loro bambina una posizione un po’ speciale che ci rimanda all’espressione usata da Freud : “His majesty the baby”

Freud con l’espressione “His majesty the baby” indica quella situazione in cui nella mente dell’adulto  non c’è spazio per le differenze e la separazione.

Freud (1914) ha visto nella massiccia proiezione dei desideri dei genitori sul bambino, la situazione tipica del narcisismo che conduce alla confusione delle identità e rischia di annullare l’ individualità dell’altro.

Lo sviluppo di differenze proviene anche dalla separazione nello spazio e nel tempo, dalla disponibilità a momenti di vita separata.

Perché si possano attivare processi di individuazione e di crescita psichica è necessario procedere ad una regolazione della distanza.

La nascita di un fratello, di una sorella costituiscono proprio quei naturali eventi di crescita che i genitori possono accogliere e utilizzare per fornire una opportunità a loro stessi  ed ai loro figli.

La nascita di un altro bambino, se ben gestita dai genitori, favorisce il decentramento

Un genitore “sufficientemente buono” favorisce l’incontro con il mondo e la curiosità. Come adulti dobbiamo poter tollerare la distanza che ci separa dai bambini quando si dimostrano interessati a qualcosa d’altro da noi.

Dina Vallino, riferendosi alla vasta letteratura psicoanalitica sul tema della rivalità fraterna, dice “La comprensione del fraterno all’inizio nasce sotto un segno negativo”, infatti il primo sentimento fraterno analizzato ed approfondito è quello di rivalità, odio gelosia ed invidia del maggiore verso il minore.

Quando l’adulto pensa il complesso fraterno come esclusione e come trauma, proprio allora quell’adulto, quel genitore, può diventare inutilizzabile per il figlio che  finisce col  trovarsi di fronte ad un padre, ad una madre privi di uno sguardo che tenga insieme l’intera estensione dell’esperienza fraterna.

Più recentemente è emerso un interesse teorico per il “complesso fraterno” dove è possibile rintracciare tutta la ricchezza delle relazioni tra fratelli e sorelle caratterizzate da un intenso valore affettivo non solo di segno negativo.

“La nascita di un nuovo bambino determina la rottura degli equilibri familiari pre-esistenti e questo cambiamento si evolve nel tempo in maniera unica, in base alla storia familiare e alle capacità empatiche dei genitori nonché dalle caratteristiche personali,  dall’età, dal genere e dall’ordine di nascita dei figli. Abbiamo quindi una molteplicità di reazioni all’arrivo di un nuovo bambino e una varietà di tipologia di relazioni fraterne che declinano in maniera diversa rivalità, gelosia, collaborazione, amore fraterno, identificazioni fraterne e con i genitori, nonché alleanze, allineamenti e triangolazioni in famiglia” (L.Mori. 2004).

Winnicott, parlando di una madre in difficoltà, ci ha detto: “si trovava in un mondo in cui la coesistenza di amore e di odio verso un unico oggetto era  impossibile ; non poteva immaginare di non mostrare amore e  la via più breve per uscire è non riconoscere l’odio” (D. Winnicott)

Come ci indica la grande lezione di Winnicott, sembra che tra amore ed odio una qualche fratellanza o sorellanza vada mantenuta.

 Dina Vallino dice come “il complesso fraterno possieda una consistenza e una dinamica proprie” e  sottolinea  come l’Infant Observation abbia dato un grande contributo alla conoscenza del legame fraterno proprio sull’ “onda breve” delle osservazioni che si svolgono.

“L’osservazione in famiglia consente … di venire in contatto in modo imprevedibile con l’evoluzione oppure la degradazione della fraternità dei bambini, in rapporto al comportamento degli adulti”

L’infant Observation e la Consultazione partecipata con genitori e bambini mostra in quanti modi diversi i genitori affrontano il conflitto, riconoscere la conflittualità fraterna nei genitori, ma anche negli operatori stessi, consente di dare spazio ai nuovi bambini; solo allora i genitori riescono a promuovere buone relazioni tra i fratelli, a gestire l’odio e il conflitto fraterno tra i figli incoraggiando e sostenendo le capacità dei figli di tollerare l’esistenza e le esigenze dell’altro.

Secondo Dina Vallino (2004) il genitore può trasformare il conflitto fraterno, spesso dovuto alla rivalità per ottenere il possesso della madre, nel momento in cui il genitore stesso accoglie, riconosce e sostiene il bisogno di ciascun figlio di essere diverso e in un qualche modo “unico” in quanto appunto distinto dagli altri. È importante che i genitori, con la loro rêverie, possano riconoscere i sentimenti di perdita e di esclusione e il dolore che ne consegue,  aiutando così i bambini ad elaborare i sentimenti di gelosia. Non siamo di fronte al concetto di “Figlio unico” che non prevede la ripartizione ma ad una unicità che comprende il sapersi rivolgere ad ognuno differenziandolo dagli altri e individuando i suoi tratti personali di carattere e di sensibilità.

In una seduta congiunta con i genitori e le due figlie, Sara di 6 anni e Laura di 2 anni, quando la piccola  Laura sta per avvicinarsi, curiosa, alla complessa ed elaborata costruzione che la sorella Sara ha fatto, la coppia dei genitori  commenta senza intervenire “Arriva il tornado” e subito dopo l’intera costruzione viene demolita dalla piccola con disappunto di Sara che commenta “lei rompe sempre tutto” e non può essere che così, viste le diverse abilità motorie delle due bambine per la loro differente età.

Nella seduta successiva Sara, la grande, mi dà un disegno commentando “sono tanti cuori” ed in ultimo parlando della favola di Rapunzel canticchia “quante cose chiuse nel cuore”.

A cosa servono i genitori

 

“L’individualità del bambino ha la particolarità di aver bisogno degli adulti per esistere” come dice Gauchet

Durante un’incontro di gruppo dopo il parto una mamma al 2° figlio racconta che il bambino più grande, Iacopo  di 8 anni, dopo la nascita della sorellina le ha  toccato la pancia dicendo “ma non c’è più niente lì?” ed osservando la sorellina neonata le ha domandato “ma anch’io ero così? ma anch’io lo facevo questo?” e poi, durante l’allattamento al seno della piccola, le ha chiesto  “me lo fai assaggiare il latte?” e la mamma gliene ha dato un pò con un cucchiaino e lui ha commentato “buono, è dolce”

Nei nostri incontri con i genitori e i loro bambini è importante cogliere e introdurre gli elementi affettivi e amichevoli della fraternità quando si manifesta nei suoi aspetti di intimità, di condivisione e di collaborazione e promuove così processi riparativi  e di elaborazione di fronte ad eventi dolorosi e traumatici. Per l’esperienza con donne durante il corso di preparazione alla nascita e nella consultazione partecipata con le famiglie secondo le indicazioni di Dina Vallino possiamo dire a proposito della gelosia: “lasciate questa parola alla madre, è un cliché, buttatelo via”.  Gelosia è un termine falso, che non comporta terrore… Dice E.Bick che un bambino a cui nasce un fratellino o sorellina è come se dicesse:  “ho perduto il terreno sotto i piedi, io cado se la mamma non viene, cado, cado.” Ecco che Bion indicando la fondamentale funzione contenuto-contenitore nei processi di crescita ci dice di quel continuo processo di adattamento ed ampliamento che il contenitore deve fornire perché nuove esperienze, nuovi incontri siano presi come fonte di esperienza, di conoscenza. Molto ci viene suggerito in questo senso dalla fisiologia del corpo: l’utero ha la capacità di aumentare  tante volte la sua dimensione, è estremamente elastico  anche se poi prevede la separazione  ed il distacco. Nell’incontro con le famiglie gli operatori della salute della mente e delle relazioni devono possedere questa dimensione di elasticità e di adattamento alle nuove situazioni.

Il contenitore famiglia si modifica e si adatta.

Con le nostre famiglie, con l’individuo, solo l’approccio che guarda all’insieme dei fenomeni comporta una comprensione che può diventare trasformazione, risoluzione di problemi nelle relazioni.

Le più recenti conquiste della fisica ci confermano sulla necessità di rinunciare a una rigida causalità anche nell’interpretazione dei fenomeni umani, il processo conoscitivo deve svilupparsi con una profonda cautela e rispetto nell’incontro con l’altro, tanto più conoscenza sarà raggiunta quanto più prevediamo zone d’ombra e non conoscenza. Molti dei fenomeni che ci circondano non sono ancora conosciuti.

La fisica moderna ci dice che osservare e misurare significa sempre perturbare. Nel nostro incontro con le famiglie dobbiamo avere piena consapevolezza di questi fenomeni impegnandoci a sviluppare interazioni con i fenomeni umani che introducano perturbazioni minime nel rispetto delle varie soggettività che l’interazione prevede.

E, soprattutto, dobbiamo avere molta attenzione alla forza che, nella relazione, possono avere i processi proiettivi. Dickens descrive con grande efficacia l’intensità di questo meccanismo quando in “Grandi speranze” scrive: “Non avevo mai pensato prima di vergognarmi delle mie mani. Il suo (di lei) disprezzo per me era così forte, che divenne infetto, ed io lo presi tutto”

 

Un pensiero ad altri fratelli e sorelle

Nella nostra cultura occidentale, direi più specificatamente in Italia dove noi operiamo, si è fatta strada l’idea e la pretesa di un uso smodato dei genitori da parte dei figli. Altre culture introducono senz’altro una dimensione di sobrietà che comporta la valorizzazioni di quantità discrete. Nei nostri ambienti lavorativi, anche per le emergenze sociali che si presentano, stiamo sviluppando osservazioni e ricerche sulle famiglie in situazione di migrazione, in questa sede non c’è lo spazio per questo lavoro, tuttavia ci preme sottolineare, anche in riferimento a ciò che siamo andate dicendo, come i cambiamenti comportino sempre una rottura con il paese di origine che finisce col privare delle configurazioni di pensiero e delle rappresentazioni culturali  che ci hanno trasmesso e che ci hanno sempre sostenuto.  L’approccio di Dina Vallino con la Consultazione partecipata ci indica questa strada, coi genitori il decentramento e la co-costruzione sono necessarie ed indispensabili per “concedere spazio, spazio sufficiente” a fare emergere “gli ingredienti della parentalità”.

L’ampliamento del concetto di M.Bydlowski di trasparenza psichica tipica dei cambiamenti ai quali va incontro la donna gravida, al concetto di trasparenza culturale a cui fa riferimento M.R Moro ci fornisce uno degli strumenti per affrontare molte delle “potenzialità parentali” presenti sia nelle situazioni di interculturalità, cioè in contesti di migrazione veri e propri, ma anche nei confronti di quelle  trasformazioni, di quei passaggi e trasmigrazioni che sono presenti nei cambiamenti che nelle nostra società occidentale si stanno producendo proprio sotto i nostri occhi.

Ci viene in mente a questo proposito una bella canzone di Mercedes Sosa dal titolo “Todo cambia”:

Cambia ciò che è superficiale

e anche ciò che è profondo

cambia il modo di pensare

cambia tutto in questo mondo.

Cambia il clima con gli anni

cambia il pastore il suo pascolo

e così come tutto cambia

che io cambi non è strano………….

 

Bibliografia                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Bydlowski. M (2004) Sognare un figlio, Ed.Pendragon  

Ferrara Mori G. (2008) (a cura di) Un tempo per la maternità interiore, Ed. Borla

Gauchet.M. (2010) Il figlio del desiderio. Ed.Vita e Pensiero

Mori L. (2004) L’apporto dell’esperienza fraterna allo sviluppo psichico e alla costruzione dell’identità individuale. In “Contrappunto” n.35, Firenze

Moro M.R. ( 2008)  Maternità e amore. Ed. Frassinelli

Vallino D.(1998) Raccontami una storia. Dalla Consultazione all’analisi dei bambini. Ed. Borla

Vallino D. (2006) Essere neonati. Osservazioni psicoanalitiche. Ed.Borla

Vallino D. (2009) Fare psicoanalisi con genitori e bambini. Ed. Borla

Winnicott (1974) Gioco e realtà. Ed.Armando

Winnicott (1997) Bambini, Ed. Raffaello Cortina

 


 


[i] Poster presentato al 1 Congresso delle sezioni “adulto” e “infantile” della EFPP tenuto il 14 – 16 ottobre 2011 a Krakow (Polonia) dal tema: Siblings. Rivalry and Envy – Coexistence and Concern.

[ii] Associata al Centro Studi Martha Harris AMHPPIA di Firenze. Psicologa Dirigente  Unità Funzionale Consultoriale Asl 5 Pisa

 

[iii] Psicologa Psicoterapeuta Membro Ordinario e docente con funzione di training Associazione Fiorentina di Psicoterapia Psicoanalitica

 

2 pensieri su “Le relazioni tra fratelli e sorelle tra cambiamenti sociali ed interculturalità”

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