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«Che qualità bisogna avere per fare lo psicoterapeuta?». È la domanda a sorpresa che la giovane Valentina rivolge all’autore del presente volume. E così questo "dottore in carne ed ossa" tenta di rispondere passando in rassegna tutte le varie riflessioni accumulatesi in lui in venticinque anni di professione: il controllo sul "daimon terapeutico", l’utilità o meno delle etichette diagnostiche e dei consigli, gli inganni del cuore del terapeuta e i suoi errori, i modi di "maltrattare" il paziente, le tecniche di relazione, il riduzionismo della psicofarmacologia e le sue storture mercantili. Tutto ciò accompagnato da ricordi di sedute e frammenti di colloqui clinici. Sullo sfondo, il racconto di una vacanza in montagna, tra boschi e lunghe camminate. Già autore dell’apprezzato romanzo Diario di bordo, con questo originale e godibilissimo testo Rizzi fa un passo oltre e riesce a fondere il saggio scientifico con l’opera letteraria. Un libro che si rivolge anche ai non specialisti, ma particolarmente utile per gli  studenti di psicologia e per gli psicoterapeuti … aspiranti ma anche collaudati.

Sommario

PROLOGO. UN DOTTORE IN FUORIGIOCO
1. CONVIENE ADDOMESTICARE IL “DAIMON PSICOTERAPEUTICO”
2. I PAZIENTI NON SONO VASETTI DI MARMELLATA
    (ED I GEOMETRI NON MISURANO IL MARE)
3. I CONSIGLI VANNO BENE SOLO PER GLI ACQUISTI
4. CURARE NON SIGNIFICA LISCIARE PER IL VERSO DEL PELO
5. INGANNEVOLE È IL CUORE (DEL TERAPEUTA)
6. SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
7. COME MAL-TRATTARE I PAZIENTI IN QUATTRO MOSSE (SE POSSIBILE, ANCHE CON LA LORO APPROVAZIONE)
8. “ERRARE” VUOL DIRE DUE COSE ALMENO
9. QUALI QUALITÀ
EPILOGO. PSICOTERAPEUTA, MON AMOUR
APPENDICE 1. LETTERA DI MARGHERITA AL SUO DOTTORE
APPENDICE 2. TRA TECNICA E RELAZIONE
APPENDICE 3. DUE VERE VIGNETTE CLINICHE