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psicologia ospedaliera

 

Monitoraggio dei livelli di stress psico-fisico in pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia.
 

S. Manai(1), B. Buralli(1), C. Dalle Luche(1), O. Siclari(2), M. Rondini(2), S. Donati(2), A. Camerini (2), P. Puccinelli(2) e D. Amoroso(2)
 

(1) UOC di Psicologia, Ospedale Versilia, Lido di Camaiore (Lu)
(2) UOC di Oncologia Medica e Istituto Toscano Tumori, Ospedale Versilia, Lido di Camaiore (Lu)


 

Una delle maggiori difficoltà tecniche in campo psiconcologico è costituita dal fatto che i numerosi strumenti psicodiagnostici disponibili in ambito clinico sono calibrati per l’assessment nei contesti della Salute Mentale e le relative standardizzazioni si riferiscono agli ambiti della psicopatologia generale. Da un lato il contenuto “somatico” di diversi items dei test può indurre a una falsa interpretazione dei risultati dal momento che le relative risposte, in ambito oncologico, possono rispecchiare più un quadro organico che un quadro psichico (Mc Daniels JS, 1995). Dall’altro, il disagio psicologico legato alla malattia oncologica non dipende primariamente da un disturbo psicopatologico ma è generato dalla situazione traumatizzante della malattia (Linee Guida Sipo, 1999). Lo scopo del presente lavoro è quello di sperimentare l’uso di una tecnica di valutazione dello stress (VRS, Tarsitani e Biondi, 1999) in un gruppo di pazienti oncologici sottoposti a chemioterapia presso il Day Hospital Oncologico dell’UOC di Oncologia Medica dell’Ospedale Versilia, al fine di determinare i valori di riferimento per la valutazione psiconcologica di routine. Il campione studiato, di 318 pazienti, è costituito da 137 maschi (età media 66,12, DS 8,90) e 181 femmine (età media 60,22, DS 12,73). Lo strumento, centrato sulla valutazione e la percezione dello stress da parte del paziente piuttosto che sulla misurazione oggettiva dell’evento stressante, permette di individuare un punteggio totale compreso tra 0 e 45 e riferibile al grado di risposta globale agli stressor. Il VRS è costituito inoltre da cinque sottoscale con punteggio compreso tra 0 e 9 che permettono di descrivere altrettante aree strettamente collegate alla percezione dello stress. I risultati da noi ottenuti attraverso la somministrazione della scala durante le sedute di chemioterapia si discostano da quelli relativi al campione normativo originale e da altri studi esistenti in letteratura (Pancheri 2002, Mandarelli 2004, Tomei 2006) confermando l’esigenza di una ristandardizzazione dello strumento in funzione del campione clinico considerato. Le statistiche ottenute dal nostro campione hanno confermato un’ottima consistenza interna dello strumento (α di Cronbach = 0.877 per i 15 items). I punteggi medi ottenuti, distinti per sesso, sono i seguenti: Ansia: M, 2.04, DS 1.75; F, 2.66, DS 2.04; Depressione: M, 3.23, DS 2.03; F, 3.49, DS 2.19; Somatizzazione: M, 2.01, DS 1,69; F, 2.57, DS 2.02; Aggressività: M, 1.61, DS 1.83; F, 1.67, DS 2.02; Carenza del Supporto Sociale: M, 2.58, DS 1.55; F, 2.63, DS 1.98; Risposta globale agli stressor: M, 11.48, DS 6.48; F, 13.02, DS 7.36. Un’ulteriore analisi non ha evidenziato, sia per il campione totale che per i sottocampioni dei maschi e delle femmine, alcuna correlazione significativa tra il livello di età e i punteggi ottenuti. Successivamente sono stati calcolati i cut-off del punteggio totale e delle sottoscale in base ai criteri correntemente utilizzati in letteratura. Questi ultimi ci consentono di utilizzare il VRS quale strumento di screening nella valutazione psiconcologica di routine contribuendo a discriminare in modo più rapido ed efficace i pazienti da sottoporre a ulteriore assessment in vista del trattamento psicoterapico da quelli per i quali appare opportuna la sola programmazione del follow-up.