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recensioni libri, articoli, saggi
Il pre-patriarcato nella mitologia sumera.
Una lettura simbolica secondo la psicologia analitica, di Paola Palmiotto, P. E. Persiani Editore
recensione a cura di Luca Valerio Fabj
Nel passaggio dalle
Veneri del Paleolitico alla mitologia greca patriarcale c’è una fase
intermedia in cui la Grande Madre ha perso il suo potere incontrastato
e il patriarcato non si è ancora costituito: si tratta della fase del
pre-patriarcato.
Questa ipotesi già sviluppata
da Marija Gimbutas nel suo lavoro sull’Europa neolitica (7.000 – 3.000
a.C.) viene ampliata con l’analisi dei miti sumeri (3.000 – 1.700 a.C.).
L’autrice analizza i miti
sumeri interpretandoli come fossero dei sogni secondo il metodo della
psicologia analitica, li analizza comparandoli con i mitologemi della
mitologia greca e integrandoli con le rappresentazioni delle varie
divinità. Mette a fuoco come il dio Enki rappresenti il maschile del
pre-patriarcato. Ciò che lo caratterizza non è il conflitto, non è lo
scontro, ma piuttosto la saggezza, l’integrazione di parti diverse, la
capacità di trovare soluzioni “altre”.
Neumann esalta la lotta
dell’eroe contro la Grande Madre nel suo processo di separazione e
individuazione (1949) e non affronta invece il ritorno, l’Io ormai
separato che si riavvicina al suo lato inconscio. Come invece fa
Campbell che pubblica nello stesso anno (1949) il concetto dell’eroe
lunare che scende nell’inconscio per reintegrare i suoi aspetti più
oscuri ed acquisire saggezza e rinnovamento. Il mito La discesa di
Inanna agli Inferi narra proprio di questo. L’inconscio, come dice
Jung, “riflette il nostro atteggiamento con cui ci avviciniamo: è
minaccioso se ne abbiamo paura, è fonte di creatività se ne siamo
fiduciosi” (Jung, 1946)
Nel mito del diluvio del
Genesi sarà la bianca colomba a trovare la terra ferma, mentre nel mito
sumero sarà il nero corvo ad essere l’uccello che porta il messaggio
della salvezza.
[…] come giustamente afferma
la Palmiotto “[…] forse è proprio questo che dovremmo imparare, siamo
abituati ad aspettare la colomba con il suo ramoscello d’ulivo, invece
dovremmo imparare ad apprezzare il corvo, perché è lui che ci aiuta a
far emergere nuova terraferma dal mare del nostro inconscio”.
[…] un altro pregio di questo
lavoro: il suo linguaggio assolutamente semplice e divulgativo. In un
mondo, quello psicoanalitico, dove la “verbosità” sembra la regola,
scrivere semplicemente per farsi capire da tutti, e non solo dagli
addetti ai lavori, costituisce una vera preziosità.
Paola
Palmiotto, nata ad Ancona nel 1960, si è laureata in Psicologia
all’Università di Padova, è Psicoterapeuta specialista in Psicoterapia
Analitica. Vive a Mantova, dove lavora come Psicoterapeuta. Si è
interessata alla mitologia comparata e all’utilizzo delle immagini
nella pratica clinica, quale strumento privilegiato per cogliere gli
aspetti preverbali che emergono durante la psicoterapia.
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