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recensioni libri, articoli, saggi
Piera Serra Il giudice onorario minorile Franco Angeli, 2006
È un libro che si può leggere in due modi. Può essere un saggio psico-giuridico di presentazione del giudice onorario del tribunale per i minorenni, figura fondamentale della giustizia minorile e significativo ambito di realizzazione per gli psicologi. Si può altresì leggere come diario, acuto e spesso originale, di una psicoterapeuta che, nei panni di giudice onorario, ha potuto cogliere aspetti del disagio minorile che difficilmente giungono fino all’ambito clinico. Ascoltando coppie aspiranti all’adozione, partecipando a collegi civili e penali, ricevendo in udienza minori, familiari e operatori, ha elaborato riflessioni su questioni quali la relazione tra giustizia e psicologia, il ruolo sociale del giudice minorile, la parte che il tribunale gioca nella triade minore, famiglia di nascita e adottanti, le criticità di natura transculturale nella comunicazione tra il giudice e il minore straniero. Una focalizzazione speciale è riservata alle persone adottate che, da adulte, cercano informazioni sulla famiglia di nascita: una recente legge dà loro il diritto di accedere al fascicolo custodito in tribunale. Anche trattando questo punto Piera Serra presenta innanzitutto le singole problematiche esistenziali per approfondirne poi il senso utilizzando anche una chiave culturale. Emerge che la ricerca della madre e del padre di nascita, spesso vissuta come terreno pericoloso da parte di chi circonda la persona adottata, quasi sempre altro non è che il tentativo di comporre con dignità la propria identità reintegrandone un pezzo che è stato pietosamente tenuto nascosto come fosse una vergogna. Se, in questa ricerca, la persona appare emotivamente molto coinvolta, in genere non è, come erroneamente si tende a ritenere, perché si aspetti un legame affettivo importante con il familiare di nascita, bensì perché in questa nostra epoca di estrema crisi dei valori e delle verità, la ricostruzione della propria storia individuale può assumere un senso profondo fino a diventare necessaria. Se dunque nella prima parte il testo descrive i compiti istituzionali del giudice onorario e i limiti della sua operatività, nella seconda parte la focalizzazione è sui soggetti che sono toccati dai provvedimenti del tribunale per i minorenni e sui cambiamenti che può produrre, in loro, l’interazione con il giudice minorile.
Magda Cortelli
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