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psicologia clinica nel pubblico

 

 

 

Istituzioni del welfare e prassi amministrativa ieri ed oggi a Reggio Emilia. Appunti per una microstoria dei servizi pubblici reggiani (*)

 

di Leonardo Angelini

 

"Chi si serve dei mezzi amministrativi e delle istituzioni con irremovibile coscienza critica può ancor sempre realizzare qualcosa di ciò che sarebbe diverso dalla pura cultura amministrata" (Adorno)

 Gli assalti che, con furia iconoclasta, in questi ultimi anni sono stati condotti al welfare emiliano-romagnolo dagli epigoni di coloro che furono i suoi primi sperimentatori stanno per demolire anche le sue ultime cittadelle. Le pagine che seguono sono un tentativo di storia del welfare reggiano, un insieme di appunti, che, almeno nelle mie intenzioni, dovrebbero avere un carattere di sistematicità, ma che senz’altro richiedono ulteriori approfondimenti. Appunti presi dall’interno, vale a dire da un operatore della psichiatria, uno psicologo che ha avuto la ventura di vivere e operare, fin dal 1971, in quello che fu uno dei luoghi canonici del welfare emiliano-romagnolo: per l’appunto Reggio Emilia. Appunti quindi che, sotto certi punti di vista, costituiscono la trama di un racconto i cui protagonisti sono Reggio Emilia, i suoi abitanti, gli operatori del welfare reggiano che in questi anni si sono applicati in un lavoro appagante per ciò che concerne il rapporto con i propri fruitori, usurante spesso per gli aspetti burocratico - istituzionali.

Questi operatori e le loro istituzioni, l’insieme delle loro pratiche, dei contenuti e dei metodi di lavoro, hanno sedimentato nel tempo una cultura dei servizi (Angelini, 1987, 1995; Angelini e Bertani), abbastanza omogenea nelle sue linee di fondo, in grado di sconvolgere, almeno all’inizio, le vecchie pratiche e le vecchie discipline che erano a monte di esse, o di costituirne di nuove Il tutto in rapporto ad un territorio specifico, Reggio, in cui gli sconvolgimenti avvenuti nel tessuto sociale ed economico a seguito del rapido passaggio in questo quarantennio da una società contadina ad una società dapprima industriale, successivamente sempre più terziarizzata, da una parte, e le lotte che sono state portate avanti da una soggettività di massa che aveva nel PCI il suo fulcro, dall’altra, hanno permesso di costruire nel tempo una rete di servizi, che ora rischia di diventare sempre più marginale e, in certi settori, di scomparire, per ragioni che spero di riuscire a esplicare nelle pagine che seguono.

scarica file pdf: Istituzioni del welfare e prassi amministrativa ieri ed oggi a Reggio Emilia

(*) tra i vincitori dell’edizione 2001 del premio Michelangelo Notarianni